Sono Michela Giannone, avvocato civilista, con sedi del mio studio legale a Pescara e a Sulmona

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Sono Michela Giannone, avvocato civilista, con sedi del mio studio legale a Pescara e a Sulmona

Difendo i tuoi diritti e quelli dei tuoi figli, aiutandoti a ricostruire serenità e stabilità familiare con metodo, empatia e risultati concreti.
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Come posso aiutarti?
DIRITTO DELLA FAMIGLIA
DIRITTO DEL LAVORO
DIRITTO DELLA FAMIGLIA
Credo fermamente nella potenza del diritto come strumento di tutela e difesa dei diritti dei miei clienti.
Determinazione
Chiarezza
Onestà
Empatia
Assistenza
Disponibilità

Offro consulenze legali in presenza o a distanza.

Offro consulenze legali in presenza o a distanza.
In cosa posso assisterti?
Differenze retributive, errato inquadramento legislativo del contratto in essere e recupero del TFR
Differenze retributive
Se il tuo datore di lavoro ti corrisponde uno stipendio calcolato sulla base di un numero di ore inferiore rispetto a quelle per cui effettivamente lavori, se lo stipendio che ti viene versato è calcolato applicando un contratto collettivo non aggiornato o se il livello del contratto collettivo che viene preso in considerazione non corrisponde a quello che andrebbe applicato sulla base delle mansioni che svolgi, in tutte queste circostanze possiamo agire al fine di ottenere la condanna del tuo datore di lavoro a corrisponderti delle differenze retributive (una differenza di denaro rispetto a quanto già ti è stato corrisposto).
Errato inquadramento legislativo del contratto in essere
L’applicazione di una normativa di riferimento errata può condurre a risultati molto dannosi per il lavoratore su più fronti (es. età del pensionamento, giorni di ferie, trattamento retributivo). Talvolta l’errato inquadramento contrattuale riguarda anche la semplice qualifica del lavoratore come parasubordinato o dipendente pubblico che può dipendere dalla non applicazione di una legge di una legge speciale. Se ritieni che non ti sia stata riconosciuta la giusta tutela, a causa dell’applicazione di una normativa non pertinente rispetto al tuo caso, possiamo valutare di agire per ottenere la condanna al riconoscimento del diritto che ti spetta, con i vantaggi economici che ne derivano.
Recupero del TFR
Se sei stato licenziato da un’azienda che viene messa in liquidazione e non ha la possibilità di corrispondere al dipendente il trattamento di fine rapporto e la tredicesima mensilità, una volta dimostrata l’insolvenza del datore di lavoro, potremo recuperare il tuo TFR e la tredicesima mensilità attivando una specifica procedura attraverso la quale gli importi dovuti possono essere attinti da un particolare fondo di garanzia dell’Inps.
Separazioni, divorzi, interruzione delle convivenze
Non di rado mi capita di conoscere genitori che tollerano una convivenza non più gradita per paura di subire da parte dell’altro/a ritorsioni, allontanamento dei figli o spropositate richieste di mantenimento: molto spesso manca ogni presupposto perché la parte intenzionata ottenga questi risultati. Quando un’unione volge al capolinea, dunque, è importante conoscere il prima possibile quali sono i propri diritti e quali possono essere i risvolti più probabili delle proprie istanze in sede giuridica, per poter scegliere più consapevolmente come agire e, in molti casi, per trovare rassicurazioni, liberarsi di timori infondati e procedere secondo i propri reali desideri. È, poi, essenziale definire gli obiettivi mantenendo i piedi per terra e sforzandosi di mettere per un momento da parte la rabbia e l’amarezza che spesso accompagnano le varie fasi del giudizio: questo ci consentirà di raggiungere più facilmente il miglior risultato possibile. Se è stato celebrato un matrimonio, civile o concordatario, le strade percorribili per conseguire lo status di separato/a saranno due: quella della separazione consensuale e quella della separazione giudiziale.
Separazione consensuale
La separazione consensuale rappresenta l’iter che seguiremo se sarà possibile raggiungere un accordo con l’altra parte circa l’assegnazione della casa coniugale, il collocamento dei figli, le modalità di visita del genitore non collocatario, l’importo del contributo al loro mantenimento ed eventualmente il mantenimento per lo stesso coniuge. Verrà depositato un ricorso, sottoscritto da entrambi i coniugi, che descrive quali sono le condizioni accettate e, dopo non molto tempo, si terrà una sola udienza alla quale tu e il tuo coniuge parteciperete personalmente. Davanti al giudice dovrete confermare di non voler tornare insieme e di accettare le condizioni precisate nel ricorso. A distanza di poco tempo la sentenza di separazione verrà omologata, ossia acquisirà la forza di un titolo esecutivo e da quel momento agli effetti di legge sarai ufficialmente separato.
Separazione giudiziale
Quando un accordo non è raggiungibile, ma sei determinato a separarti, o è determinato a separarsi il tuo coniuge, verrà avviato il procedimento di separazione giudiziale nei confronti dell’altra parte. In questo caso si aprirà un vero e proprio processo civile, più lungo e articolato, talvolta inevitabile, nell’ambito del quale potranno anche essere ascoltati testimoni e richieste indagini da parte della polizia tributaria, volte, per esempio, ad accertare il reddito di una o di entrambe le parti. Il giudice potrà anche decidere di ascoltare il figlio minore, se maggiore di 12 anni o comunque in grado di discernere. In attesa della definizione del procedimento, il giudice potrà disporre provvedimenti temporanei ed urgenti, che regolamenteranno provvisoriamente gli obblighi dei coniugi.
Regolamentazione dei rapporti con i figli nati da convivenze
Sono sempre più frequenti le coppie che scelgono di non convolare a nozze. Talvolta si pensa che in queste situazioni, in caso di interruzione della convivenza, definire la realtà in sede giuridica sia un optional, senza considerare che i rapporti con il precedente partner, anche se inizialmente fossero buoni, potrebbero, subire un deterioramento anche improvviso. Per non farsi cogliere impreparati, nell’ipotesi in cui ci si ritrovi a navigare in cattive acque, è essenziale adire il Tribunale competente per ottenere una sentenza che stabilisca quando ogni genitore deve tenere con sé i propri figli (almeno in caso di disaccordo) ed in che misura il coniuge che non ha i figli collocati con sé debba contribuire al mantenimento degli stessi.
Percentuale di invalidità civile o diritto all’accompagnamento non riconosciuto
Se ritieni che non ti sia stata riconosciuta la giusta percentuale di invalidità civile o se non hanno riconosciuto in tuo favore il diritto all’accompagnamento, possiamo ricorrere in Tribunale per chiedere che venga diversamente accertato il tuo stato di salute, dimostrando con adeguata documentazione che le tue condizioni fisiche o psichiche sono più gravi e meritano di essere diversamente considerate. Ci rivolgeremo al giudice del lavoro territorialmente competente anche nel caso in cui l’Inail non abbia riconosciuto il tuo infortunio sul lavoro o la tua malattia professionale.
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